Secondo la leggenda Nepi fu fondata dal mitico Termo Larte 458 anni prima di Roma, ma i numerosi ritrovamenti archeologici nel vasto territorio, sembrerebbero testimoniare una frequentazione di queste zone durante epoche assai più antiche. Nonostante fosse una città falisca era fortemente influenzata dalla cultura etrusca e latina.
Durante gran parte del XIX secolo, Nepi, come molte altre località italiane, accolse numerosi viaggiatori affascinati dal suggestivo territorio che, all’epoca, si mostrava incontaminato ai loro occhi.

Il nome di questo borgo deriva dalla parola etrusca “Nepa” che significa acqua, ed è proprio l’acqua uno dei maggiori tesori della cittadina di Nepi: primo fra tutti, il ben conservato acquedotto che con le sue grandi arcate garantì per secoli l’approvvigionamento idrico della città e poi la sorgente da dove sgorga la famigerata “Acqua di Nepi”, effervescente naturale. Ma la ricchezza di Nepi non si ferma qui: dai canyon scavati nel tufo per chi ama le passeggiate al suggestivo Palio dei Borgia, passando per le ricchezze storiche del borgo.
Il gioiellino da cui partire per una visita in città è il Museo Civico, dove sono custoditi importanti reperti archeologici provenienti dalle necropoli nepesine e dalla catacomba di Santa Savinilla. Una passeggiata per le vie del centro non può, però, non comprendere il Palazzo comunale, splendido esempio di architettura rinascimentale, oltre al Duomo, i cui affreschi fanno immergere il visitatore in un’atmosfera mistica e suggestiva, come suggestiva è anche la cripta con 24 colonne sui cui capitelli sono scolpite le più diverse simbologie cristiane.
Un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo tra dame, cavalieri, musici e arcieri: è questo il Palio dei Borgia, l’evento più atteso ogni anno a Nepi, in cui la città ripercorre, con suggestive ambientazioni, gli anni più importanti della sua storia: dalla guerra contro i Saraceni alle sommosse popolari nel Medioevo, fino al saluto della popolazione a Lucrezia Borgia che nel 1499 prese possesso del Castello. Ogni prima settimana di giugno sgargianti abiti medievali vestono a festa il borgo, dove si riaccendono le rivalità fra le quattro Contrade, con giochi medievali, cortei storici e cene nelle taverne.
Durante la seconda domenica di maggio la “città dell’acqua” diventa la capitale del gusto dell’intera Tuscia, con la sagra del pecorino romano, ingrediente fondamentale della pasta cacio e pepe e accompagnamento ideale delle fave. Durante la sagra si possono assaporare altri prodotti del territorio come la scapicollata, una pancetta stagionata e insaporita con aromi naturali, o il salame cotto.
Ma la prima festa dell’anno è l’accensione del grande “focarone”, in corrispondenza della festa di Sant’Antonio Abate a gennaio, che darà anche il via agli eventi del colorato carnevale nepesino.
Anticamente a Nepi il fuoco veniva acceso con delle grandi tronche trasportate dai bovi maremmani: il cosidetto “Trasporto della Tronca”. Il corteo era preceduto da una sfilata di cavalli e cavalieri. La prima tappa veniva fatta in via Termolarte dove veniva fatto un brindisi offerto dal Conte Floridi. Da qui si ripartiva per fare il giro di Nepi finendo in Largo del Franile dove veniva acceso il Fuoco. La tradizione voleva che la sera dopo la benedizione si banchettasse attorno al fuoco cuocendo sulla brace salsicce, bevarelli, braciole. Ancora oggi è viva questa tradizione ma il posto delle tronche è stato preso da grandi tronchi e cataste di legna che ogni anno danno vita ad un enorme fuoco.

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