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tagliamo i pesticidi
sosteniamo il biologico

Assistenza, informazione e formazione per il rispetto delle ordinanze comunali
previste del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale),
con particolare attenzione alla produzione coricola e castanicola sotenibile
nel territorio del Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre.

Falena brumale o Cheimatobia (Operophthera brumata)

  • Lepidottero Geometride POLIFAGO: Attacca numerose piante da frutto e specie forestali

  • Ciclo Biologico : Gli adulti compaiono da metà Ottobre a metà Dicembre; le larve compaiono da inizio marzo a metà aprile e raggiungono la maturità verso maggio/giugno quando poi si incrisalidano nel terreno. Compie una generazione l’anno.

  • Danno : Le larve possono attaccare le gemme e le foglie, le quali una volta colpite si presentano bucherellate o addirittura ridotte alle sole nervature.

  • Norme tecniche di Difesa Integrata: È presente un forte dimorfismo tra maschi e femmine, infatti quest’ultime sono prive di ali adatte al volo. Grazie a questa caratteristica è possibile allora applicare delle bande adesive ai tronchi al fine di catturare le femmine intente alla risalita delle piante per poi accoppiarsi e deporre le uova (applicazione a Novembre). In relazione all’eccezionalità dei danni, consultare un tecnico qualificato per valutare l’opportunità dell’intervento con un prodotto biologico quale Bacillus thuringiensis

 

Link di approfondimento

http://www.regione.piemonte.it/foreste/images/files/pian_gest/avversita/fitopatologie/latifoglie/10.pdf

http://antropocene.it/2019/05/31/operophtera-brumata/

https://fitogest.imagelinenetwork.com/it/malattie-piante/malattie-parassiti/insetti/lepidotteri/cheimatobia-o-falena-brumale/738

Tortricide precoce del Castagno (Pammene fasciana)

CICLO BIOLOGICO: Effettua una sola generazione all’anno, sverna come larva matura nella corteccia. Gli sfarfallamenti degli adulti hanno inizio da circa metà Maggio fino a Settembre (100 giorni) e il picco di volo è a luglio. La femmina depone uova isolate sulla pagina superiore delle foglie.

Il volo degli adulti di Pammene fasciana


DANNO: Le larve provocano la cascola anticipata dei ricci. Esse infatti, oltre a nutrirsi delle foglie, rodono il peduncolo del riccio nel punto di attacco del rametto causandone la caduta prematura.
NB: È importante considerare che in un secondo momento i frutti andranno incontro a una cascola fisiologica. Questo significa che nelle annate in cui il livello di allegagione del frutto è consistente, il danno arrecato dall’azione della larva può considerarsi pressoché trascurabile, senza avere ripercussioni sulla resa finale ma anzi, se la presenza del frutto è equilibrata, permette di ottenere delle castagne di miglior pezzatura.


MONITORAGGIO: È una tecnica che consiste nel sorvegliare lo sviluppo delle popolazioni di una determinata specie mediante la cattura dei maschi in apposite trappole spia, innescate con il ferormone specifico.
Per il monitoraggio vengono impiegate dalle 3 alle 6 trappole a pagoda con fondo collante all’interno delle quali è collocato appunto il ferormone specifico.

DIFESA INTEGRATA:

Sottolineando nuovamente l’importanza delle considerazione precedentemente riportante riguardo il livello di allegagione del frutto e il monitoraggio della pressione del fitofago sul territorio, il Disciplinare di Difesa Integrata Volontaria indica quale principio attivo utilizzabile l’Emamectina benzoato, con massimo un intervento all’anno indipendentemente dall’avversità.
È importante ricordare che lo stesso principio è uno dei due riportati anche per Cidia intermedia (Cydia fagiglandana) e quella tardiva (Cydia splendana).

DIFESA BIOLOGICA:
Tra i prodotti registrati sul Castagno si annoverano quelli a base di Bacillus thuringiensis: in questo caso l’efficacia dell’intervento dipende fortemente dalla sincronizzazione con il momento di fuoriuscita delle larve e quindi risulta molto difficile da gestire per essere sia economicamente conveniente sia efficace
Si ricorda inoltre che un prodotto Biologico registrato su Castagno è lo Spinosad ma questo può esclusivamente essere utilizzato in caso di presenza della Carpocapsa (Cydia pomonella).

Link di approfondimento

http://www.centrostudicastagno.it
http://centrostudicastagno.it
https://www.agrisystem.net/

Necrosi batterica del nocciolo o avvizzimento del nocciolo

Xanthomonas arboricola pv. corylina

Batterio fitopatogeno da quarantena, iscritto nella lista A2 dell’EPPO.

Sviluppo infezione batterica:

Lo svernamento avviene all’interno degli apici, le gemme colpite nella fase di germogliamento assumono una colorazione brunastra e quindi seccano (inizio primavera – seconda decade di marzo).

La presenza del fitopatogeno è evidente negli stadi fenologici che vanno dall’accrescimento dei germogli (germoglio tenero, erbaceo) ad inizio ingrossamento dei frutti (inizio giugno).

Danni:

I sintomi sono a carico della parte area della pianta, le prime manifestazioni sono in primavera.

  1. GERMOGLI presentano accartocciamento e disseccamenti nella parte apicale.

  1. FOGLIE sia sulla lamina che sul peduncolo compaiono maculature di colore bruno-rossastro, spesso sono accompagnate da un piccolo alone clorotico.

  1. FRUTTI sulle brattee si manifestano maculature depresse e brunastre, isolate tra loro. Macchie simili si possono osservare sulle nucule anche se raramente.

  1. RAMI E BRANCHE la presenza di sintomi sui rami e sulle branche è invece più difficile da osservare, è possibile la formazione di cancri corticali di colore bruno rossastro.

Difesa:

La difesa è unicamente di tipo preventivo in quanto non esistono prodotti curativi utilizzabili contro i batteri fitopatogeni.

L’intervento preventivo viene effettuato con prodotti rameici. Da ricordare che gli ossicloruri sono caratterizzate da maggior persistenza d’azione, mentre gli idrossidi di rame hanno pronta azione ma sono meno duraturi. In entrambi i casi il trattamento viene eseguito sia al bruno che nel periodo primaverile-estivo.

Inoltre è buona pratica tagliare e bruciare le parti colpite.

Link di approfondimento

https://www.ciaal.it/db_object/www_ciaal_it/obj_file/877/Necrosi%20batterica%20del%20nocciolo.pdf

https://www.nocciolare.it/wp-content/uploads/2015/04/Difesa-nocciolo.pdf

Marciume bruno delle nocciole o Moniliosi

Monilia fructigena

I funghi di questo genere colpiscono un gran numero di ospiti (specialmente drupacee), sul nocciolo si presenta in presenza di clima caldo-umido.

Il patogeno può colpire tutte le parti epigee dei fruttiferi: giovani rami, foglie, fiori e frutti, con particolare predilezione per quest’ultimi.

Biologia:

Trascorre l’inverno come micelio nei frutti mummificati.

A inizio primavera differenzia importanti fruttificazioni conidiche che si diffondono trasportate dal vento e dalla pioggia dando origine a nuovi centri di infezione.

La presenza di lesioni biotiche (da insetti, da altre crittogame, ecc.) o abiotiche (grandine, lavorazioni meccaniche, ecc.) facilitano l’inoculo del patogeno.

Danni:

Colpisce principalmente i frutti nella fase prematura quando gli organi del pericarpo non sono ancora lignificati.

L’attacco si manifesta esternamente attraverso un’area di color bruno, rotondeggiante, dal contorno ben definito e di rapido accrescimento. Su tali macchie dopo qualche giorno compaiono dei cuscinetti di color nocciola formati dalle fruttificazioni conidiche del parassita.

I frutti colpiti marciscono completamente, dopo qualche tempo rimpiccioliscono assumendo una consistenza legnosa, dando origine alle cosiddette mummie, che restano sulla pianta fino alla primavera seguente.

Difesa:

Interventi agronomici fondamentali quali: eliminazione delle nocciole colpite. Calibrare adeguatamente gli apporti di azoto e gli interventi irrigui in modo da evitare un eccessivo rigoglio vegetativo. Mantenere un buon arieggiamento della pianta creando condizioni meno favorevoli allo sviluppo del patogeno.

Al massimo 1 intervento all’anno con anticrittogamico al momento della differenziazione del frutticino. Questo soltanto in annate particolarmente favorevoli allo sviluppo del patogeno.

Link di approfondimento

https://fitogest.imagelinenetwork.com/it/malattie-piante/malattie-parassiti/funghi/moniliosi/marciume-bruno-delle-nocciole/1733

http://www.cefas.org/gesFiles/Filez/a98bf68645415e5b590eb51e9c2d905d.pdf

Monitoraggio cimici: Cimice asiatica

Halyomorpha halys

Specie molto invasiva, altamente polifaga, con un’elevata capacità riproduttiva. In Italia è in grado di compiere due generazioni all’anno che tendono a sovrapporsi recando danni provocati sia da forme giovanili che da adulti.

 

  1. Le uova sono di forma ovale, biancastre. Deposte a gruppi di 25-28 elementi, in prevalenza sulla pagina inferiore delle foglie. Zona apicale della chioma.



  1. Lo sviluppo da uova ad adulto avviene attraverso 5 stadi giovanili (neanidi). Sopra neanidi di I età.



  1. Di lato, stato adulto di Halyomorpha halys.

 

 

4. Di lato, stato adulto Rhaphigaster nebulosa.

La cimice asiatica (Halyomorpha halys) è facilmente confondibile con una cimice ampiamente diffusa in Italia ma non ritenuta dannosa, la Raphigaster nebulosa. Importante è saperne riconoscere i tratti distintivi:

  • Presenza di una grossa e robusta spina metasternale in r. nebulosa.

  • Bande chiare e scure alternate a triangolo in h. halys, mentre bande chiare e scure alternate in parallelo in r. nebulosa.

  • Presenza di 2 bande chiare sulle antenne di h. halys, mentre r. nebulosa ha antenne con 3 bande chiare alterne.

 

Ciclo biologico:

Lo svernamento avviene come adulto in ripari naturali o in edifici. In primavera lascia i siti di svernamento, per colonizzare le piante ospiti dove si alimenta, si accoppia e le femmine iniziano a ovideporre. L’ovideposizione inizia con temperature maggiori a 17°C (metà-fine maggio), mentre il fitofago risulta inattivo a T < 9°.

A 40-45 giorni dalla deposizione delle uova, inizia la comparsa degli adulti di prima generazione. Le femmine della prima generazione inizia a ovideporre verso metà-fine luglio.

Nel mese di agosto si ha la comparsa degli adulti di seconda generazione che non si riproducono ma sono destinati a svernare.

Considerata la scolarità delle ovideposizioni, il fitofago è presente durante gran parte della stagione vegetativa, da giugno fino a ottobre quando inizia il periodo dello svernamento.

Danni:

Insetto dotato di apparato boccale pungente succhiante, che si alimenta prevalentemente su frutti. I sintomi associati alle punture sono lesioni, imbrunimenti, deformazioni e anomalie cromatiche sui frutti, con scadimento commerciale della produzione. In qualche caso sono possibili anche danni precoci, associati a punture sui bottoni fiorali e giovani frutti, con successivo aborto fiorale o cascola anticipata.

Difesa:

Al fine di impostare una corretta strategia di controllo e difesa nei confronti delle cimici è indispensabile il rilievo visivo e quindi il monitoraggio dell’andamento delle popolazioni durante la stagione vegetativa. La tecnica del frappage (scuotimento) permette di monitorare la presenza in campo delle cimici consentendo di intervenire quando è strettamente necessario e al superamento della soglia.

Ad integrazione del monitoraggio con scuotimento sono state introdotte specifiche trappole con attrattivo a base di feromoni di aggregazione. Le più comuni sono trappole costituite da doppio pannello adesivo trasparente attivato da specifici feromoni di aggregazione.

Nelle vicinanze della trappola si può subire maggior danno, per cui è importante il corretto posizionamento: bordo frutteto (siepi) e/o vicino a zona di svenamento (edifici). La trappola indica il momento della presenza, mai l’intensità. Applicare almeno 2 trappole per azienda.

Fissare la trappola con i laccetti in dotazione a stretto contatto con i rami o il tronco per facilitare la cattura specialmente delle forme giovanili. Le trappole devono essere ben esposte e non coperte dalla vegetazione per facilitare la diffusione del feromone. Posizionare la trappola a 1,5 metri dal suolo e in posizione orizzontale.

Il disciplinare di lotta integrata predispone per tale fitofago l’utilizzo della: Deltametrina (categoria dei piretroidi) e l’Etofenprox. Per quanto riguarda quest’ultimo si può effettuare massimo 1 intervento all’anno, indipendentemente dall’avversità e comunque non è possibile superare i 3 trattamenti tra Piretroidi ed Etofenprox.



Link consigliati

http://www.agricoltura.regione.lazio.it/binary/prtl_sfr/tbl_misure/OPUSCOLO_HH_2.pdf

http://www.sipcamitalia.it/UserFiles/File/soluzionitecniche/2018-Soluzioni-Tecniche-Cimice-NoccioloWEB.pdf

“Le soluzioni Syngenta per la protezione del nocciolo” PDF

Sostenuto da ARSIAL – REGIONE LAZIO
Coordinato dal: Bio-distretto Della Via Amerina
In collaborazione con: Comune Vallerano, Comune di Vignanello, Comune di Corchiano, Comune di Canepina, Amministratori di Gallese informano

Il Biodistretto, attraverso questo importante progetto sostenuto dall’ARSIAL, mira a sostenere e implementare la transizione agroecologica del territorio, sostenendo processi che portino alla riduzione dell’uso di imput esterni, migliorare la qualità delle filiere castanicole e corilicole nel rispetto della salute degli agricoltori, dei cittadini, del suolo, dell’acqua e dell’ambiente.

Ogni lunedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00
Presso Via Lorenzo Filippini, 1 – primo piano

Ogni martedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00
Presso il Comune di Vignanello
Corso G. Matteotti, 12

Ogni mercoledì dalle ore 10:00 alle ore 12:00
Presso il Comune di Vallerano
Piazza A. Xerry De Caro,13

Ogni giovedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00
Presso il Comune di Canepina
Piazza Garibaldi, 23

Ogni mercoledì dalle ore 17:00 alle ore 19:00
Presso il Comune di Corchiano
Piazza del Bersagliere, 1