Castel Sant’Elia è ubicato su un costone tufaceo a circa 200 m. dal livello del mare nel territorio della bassa Tuscia, in provincia di Viterbo, ed è posto tra due forre scavate dal Rio Vicano e dal Fosso di Fontana Cupa. La valle sottostante è denominata Suppentonia.
Entrando nel paese si può ammirare a destra il Parco della Rimembranza con i monumenti ai caduti delle due guerre mondiali, proseguendo si nota a sinistra l’edificio scolastico elementare dei primi del ‘900. Nel Palazzo Petretti Lezzani, a destra del Corso Umberto I, attuale sede del Comune, si possono visitare i giardini che si affacciano su detta Valle e che permettono di ammirare il panorama che a sinistra vede sorgere il Monte Soratte e a destra arriva fino alla città di Nepi. In basso è possibile ammirare la ricca vegetazione che contraddistingue il luogo e che incornicia il ponte detto Romano, ma di epoca ottocentesca. Di fronte alla sede Comunale si trova la Piazza D’Azeglio in cui campeggia una fontana, famosa per i suoi giochi d’acqua, ma che ora è in attesa di ripristino.

Proseguendo il cammino verso la Piazza principale, Piazza Regina Margherita, si può ammirare dal Belvedere il paesaggio della forra, che continua fino a Civita Castellana. Al di sotto del Belvedere si può raggiungere l’eremo cenobitico di San Leonardo dei secoli V – VII. Dall’affaccio del belvedere si ammira la grotta della Madonna di Castelluccio e l’imponente croce in ferro che è andata a sostituire quella in legno, bruciata da un fulmine nel 1984. La piazza è delimitata sul lato sinistro dalle mura farnesiane che immettono nell’antico borgo; al lato della porta d’entrata c’è una copia della lapide che ricorda la visita della Regina Margherita a Castel Sant’Elia. La piazza è delimitata anche dal palazzo dell’antica sede comunale, oggi biblioteca, e da altri due palazzi di epoca sei e settecentesca.
Entrando nel borgo si possono ammirare gli antichi vicoli fino a giungere alla Piazza Doëbbing, dove campeggia la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate del 1700 e a sinistra l’edificio dell’asilo delle suore di Madre Francesca Stëitel, costruito nei primi del 1900.

Continuando nel percorso si passa una seconda porta che introduce a Largo Sant’Anna, dove è oggi ubicato il Museo dei Paramenti Sacri. Da qui, uno dei più suggestivi affacci del paese: si può scorgere di nuovo la Forra, il Soratte e la Basilica Romanica di Sant’Elia risalente ai secoli VII- XII ; alzando lo sguardo si può ammirare la chiesetta di San Michele e la pineta, che è parte del Santuario di Santa Maria ad Rupes.
Dal Borgo di Castel S. Elia, attraverso la via di Porta Vecchia, si giunge a Via Sant’Elia che conduce alla Basilica, raro gioiello del Romanico presente nella Bassa Tuscia. Qui, sin dal potale d’entrata, è possibile ammirare antichi marmi di recupero, gli affreschi del transetto con Cristo Redentore e uno dei più antichi cicli dell’Apocalisse ancora esistenti; gli affreschi della navata destra con immagini di Santi e della Vergine. Inoltre, scendendo nella Cripta, è possibile rileggere il primo nucleo del sito e ammirare le tombe dei Santi protettori del paese, Anastasio e Nonnoso. Nella Basilica, durante il solstizio d’inverno, si può assistere al gioco di luce che, attraverso le monofore, riflette all’interno dell’edificio e illumina le colonne e la navata di destra con un effetto suggestivo.

Uscendo dalla Basilica si può raggiungere il Ponte Romano e, da qui, risalire il fosso fino al territorio di Nepi.
Nel tragitto naturalistico è possibile visitare la cascata del Picchio. I percorsi portano anche dall’altra parte del piano, dove è possibile ammirare i resti del Castello D’Ischia costruito su antichi edifici etruschi: da qui si ammira una seconda forra che delimita il territorio con quello di Mazzano.

Risalendo da Via Sant’Elia e percorrendo Via delle Gretelle e Via Pizzo della Merla si giunge al Viale che conduce al Santuario di Santa Maria ad Rupes, in cui si può ammirare la chiesa di San Giuseppe, neo gotico del 1900, e giungere alla grotta della Madonna ad Rupes. Anche da qui si può ammirare lo spettacolo della Forra e, attraverso il giardino interno, risalire verso la chiesa di San Giuseppe e la Pineta che affaccia sulla Valle Suppentonia e conduce alla chiesetta medievale di San Michele Arcangelo.
Usciti dal Santuario della Madonna ad Rupes, proseguendo a destra verso Civita Castellana è possibile ammirare la chiesetta della Madonna dell’Immagine che conserva lacerti di pittura Medievale e Quattrocentesca.

Rientrando nel paese, all’opposto di questa chiesa, è ubicata una Chiesetta dedicata a Santa Lucia.

Chiudi il menu