La nostra Costituzione, il Principio di Precauzione, i dettami della medicina preventiva, decenni ormai di studi e ricerche scientifiche indicano nella riduzione delle
esposizioni nocive e nella tutela del paesaggio, dell’ambiente, con le sue matrici fondamentali per la vita – aria, acqua, suolo, le irrinunciabili condizioni per garantire
la salute delle popolazioni residenti.

Tutto ciò attraverso la nuova ottica di approccio One Heath ovvero una sola salute. Un concetto che, grazie alle acquisizioni ormai pluridecennali in campo biologico, medico e della fisica quantistica – che rivelano la profonda interconnessione tra tutti gli esseri viventi, la biosfera e il pianeta – afferma ed evidenzia come la salute umana può essere assicurata solo dal benessere di tutte le specie viventi, dalla non contaminazione/disinquinamento della biosfera (aria, acqua, suolo, cibo), dal mantenimento di temperature climatiche almeno entro i limiti indicati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), dalla riduzione dello sfruttamento e
dissipazione delle risorse della Terra.

Un concetto sposato in pieno e messo in pratica anche dal Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, nei suoi dieci anni e più di attività nel territorio dell’Alto Lazio, in particolare a sudest della provincia di Viterbo.
Dobbiamo considerare che l’Alto Lazio è un territorio di grande pregio dal punto di vista storico, naturalistico, culturale ed agricolo ma che purtroppo come tante aree nazionali presenta problematiche di inquinamento e contaminazione ambientale dovute perlopiù a scelte di lungo periodo, e non ben gestite, in campo economico, agricolo, energetico e militare.
Da ultimo il progetto della società di Stato Sogin che individua nel viterbese ben 21 tra i 51 possibili siti ritenuti idonei, a livello nazionale, per la realizzazione del deposito unico nazionale di scorie radioattive a bassa, media ed alta intensità. Questo progetto a dir poco irrazionale, sta trovando fortunatamente, e motivata da incontrovertibili ragioni, una forte opposizione tra i cittadini, le associazioni, i due Biodistretti – delle Forre e della Via Amerina e quello del lago di Bolsena-, i Comitati e le Istituzioni territoriali e l’Ordine dei Medici-Chirurghi ed Odontoiatri di Viterbo per le possibili conseguenze anche di tipo sanitario.